Ogni anno, la notte dell'11 gennaio, Castellana Grotte si accende. Non è una metafora: in tutto il paese vengono allestite e accese quasi cento cataste di legna, le fanòve, e per una notte intera il centro abitato è illuminato dai fuochi.
Da dove viene la tradizione
All'origine c'è un fatto documentato. Fra il 1690 e il 1691 un'epidemia di peste colpì la Terra di Bari, con un bilancio pesantissimo. Secondo la tradizione castellanese, nella notte dell'11 gennaio 1691 il contagio si arrestò, e la comunità attribuì la fine dell'epidemia all'intercessione della Madonna venerata in una cappella alla periferia del paese: la Madonna della Vetrana.
L'episodio è registrato in un atto notarile del 29 aprile 1691, rogato dal notaio Giacobbe Fanelli. Da allora il paese non ha più smesso di accendere i suoi fuochi nella stessa notte.
Cosa si vede
Le fanòve non sono un unico grande falò in piazza: sono quasi cento cataste distribuite nei larghi, negli slarghi e davanti alle chiese di tutto il paese. Ogni quartiere allestisce la sua, e l'accensione avviene nella stessa notte.
Camminare per Castellana l'11 gennaio significa passare da un fuoco all'altro, con il paese che si riempie di gente, di fumo e di odore di legna bruciata. Attorno ai falò si mangia, si beve e si sta insieme: è una festa di popolo, non uno spettacolo con il pubblico da una parte e gli attori dall'altra.
Non confondetela con la fòcara
Capita spesso di fare confusione con la fòcara di Novoli, in provincia di Lecce, che si accende il 16 gennaio per Sant'Antonio Abate ed è un unico enorme falò costruito con decine di migliaia di fascine di tralci di vite.
Sono due tradizioni pugliesi del fuoco, entrambe di gennaio, ma diverse per data, per santo e per forma: Novoli celebra Sant'Antonio Abate con un solo grande fuoco, Castellana celebra la Madonna della Vetrana con cento fuochi sparsi.
La Diana: la notte dell'olio
Le Fanòve non sono un evento isolato: sono il culmine dei Giorni del Fuoco, che occupano i primi giorni di gennaio. Il momento più particolare, e il meno noto fuori dal paese, è la Diana: una questua notturna ai frantoi del territorio, accompagnata dalla banda cittadina, per raccogliere l'olio che secondo la tradizione alimenta la lampada votiva della Madonna della Vetrana.
È un rito che lega in modo diretto la devozione e il lavoro della campagna, ed è anche il motivo per cui, da queste parti, i frantoi non sono un dettaglio turistico ma un pezzo dell'identità del paese.
La festa patronale
Le Fanòve si legano ai festeggiamenti patronali dell'11 e 12 gennaio, con la processione dell'immagine venerata dal Santuario alla chiesa di San Leone Magno. La notte dei fuochi e la processione sono due facce dello stesso racconto.
La seconda grande festa dedicata alla stessa Madonna è la Festa d'Aprile, l'ultima domenica del mese, che è la più solenne dell'anno.
Venire a Castellana in gennaio
Gennaio non è il mese che viene in mente quando si pensa alla Puglia, ed è proprio questo il punto: il paese è quello vero, senza turismo, e l'inverno qui è mite. Chi cerca un'esperienza che non somiglia a una cartolina trova nelle Fanòve una delle cose più autentiche del calendario locale.
Il programma dettagliato — orari di accensione, percorsi della processione, eventi collaterali — viene diffuso ogni anno dal Comune e dalla parrocchia nei giorni precedenti: è lì che conviene verificare prima di organizzarsi.
Il gennaio dei fuochi in Puglia
Le Fanòve non sono un caso isolato: la Puglia ha un intero calendario di riti del fuoco concentrati in gennaio, e Castellana Grotte è uno dei centri principali insieme a Novoli, Grottaglie e altri paesi della regione. Cambiano le date, i santi e la forma del fuoco, ma la struttura del rito è riconoscibile ovunque: la comunità che si raccoglie attorno alle fiamme nel mese più buio dell'anno.
È un patrimonio poco raccontato fuori dai confini regionali, e proprio per questo è rimasto autentico: chi partecipa lo fa perché è la sua festa, non perché c'è un pubblico da intrattenere.
Venirci: cosa mettere in conto
Gennaio in Puglia è mite rispetto al resto d'Italia, ma è pur sempre inverno, e la notte delle Fanòve si passa all'aperto, in piedi, per diverse ore. Vestitevi a strati e mettete scarpe comode: si cammina parecchio da un fuoco all'altro.
La struttura è aperta anche in questo periodo, e il vantaggio è doppio: si è a pochi minuti dal paese e non si deve guidare a lungo per rientrare. Per chi vuole vedere una Puglia che non somiglia per niente alle fotografie estive, è probabilmente il momento migliore dell'anno.
Dormire in campagna, a due passi dalle grotte
Il B&B L'Isola Felice è a Castellana Grotte, fra i trulli e gli ulivi: un trullo in pietra, un appartamento con cucina e camere con bagno privato, con piscina all'aperto e colazione inclusa.